Il progetto Sanità di Frontiera, volto ad offrire supporto a tutti i migranti che vivono nel nostro Paese – o che transitano lungo i nostri confini -, sta andando avanti senza sosta e sta riscuotendo un notevole interesse da parte di tutto il mondo medico e non solo.
Lo dimostra la notevole richiesta di partecipazione al corso che abbiamo realizzato l’ultima settimana di febbraio presso la Croce Rossa di Roma dal titolo “Salute e migrazione: curare e prendersi cura”.
Lo scopo di questa attività formativa è stato quello di analizzare il panorama attuale della medicina delle migrazioni e delle problematiche psicologiche dei migranti, partendo dalla descrizione di uno scenario generale del fenomeno a livello globale. Si è passati poi nello specifico all’analisi della situazione italiana, per proseguire con gli aspetti più specificatamente medici. Il corso si è infine concluso con un’analisi delle prospettive in termini di accoglienza dei migranti, con l’intento di favorire un approccio multiculturale nell’interazione tra gli operatori sanitari e gli stranieri presenti sul nostro territorio.

Nonostante fossero disponibili solamente 40 posti, abbiamo ricevuto più di 200 candidature, segnale davvero incoraggiante perché indice di un livello di attenzione estremamente alto sul tema. Che si riflette non solo su aspetti puramente medici e scientifici, ma anche su tutto quello che concerne le tematiche connesse alle barriere culturali, ai traumi subiti dai migranti e alle conseguenti patologie psico-emozionali, ben evidenziate durante il corso dal Dott. Giancarlo Santone e dalla sua esperienza maturata “sul campo”.

Grazie a questa attività formativa, che ha ottenuto valutazioni decisamente positive da parte di tutti i discenti e gli uditori, si sono create delle nuove, importantissime, reti di collaborazione tra i docenti e i partecipanti; siamo certi che continueranno ad essere alimentate da scambi fruttuosi e preziose collaborazioni, mosse dallo scopo di offrire un sostegno e un supporto concreto a tutti i migranti che hanno bisogno del nostro aiuto.

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fotografo Mohamed Keita

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