Eritrea – L’immagine incontra la memoria.

Non riesco a descrivere il gran numero di sentimenti che ho provato guardando le foto dell’ Eritrea scattate da Ambrogio e Antioco Lusci: solo la poesia potrebbe rendere giustizia a questo stupore e io non sono un poeta. Sono comunque abbastanza sicuro di una cosa: guardando queste immagini è meglio non parlare di tecnologia, film ed esposimetri perché ciò che i fotografi Lusci hanno utilizzato sono strumenti irraggiungibili: i loro cuori e i loro occhi pieni del loro profondo amore per l’Eritrea e per le persone che ci vivono. Ocra e oro, beige e verde, marrone e giallo sono i colori della Savana e della macchia; celeste è il colore del cielo e blu scuro è quello del mare; i villaggi dove le persone ripetono gesti e parole dei propri padri e antenati; il sole, la polvere, il silenzio vive continuamente nelle loro vite di tutti i giorni dando l’impressione di una terra che il tempo ha dimenticato.

I volti seri o sorridenti di agricoltori, pastori, cacciatori, donne, ragazze e bambini, riflettono una calma e antica accettazione di una vita semplice e dura, di un lavoro immutato e dei doveri quotidiani delle famiglie. Sono persone che hanno adeguato le loro vite ai ritmi della natura senza cercare di modificarla per farla adattare alle loro esigenze. Con le loro bellissime foto i Lusci hanno mostrato il Paese delle preghiere, dei detti, delle canzoni, delle fiabe e delle storie. La gioia delle nascite, delle colture, la dolcezza dell’amicizia, le paure nascoste dell’ignoto, i timori di una natura imprevedibile.

Angelo Granara
Giornalista

Il ricavato della vendita di questo libro sarà utilizzato in progetti di cooperazione per lo sviluppo dell’Associazione Italia Eritrea in cooperazione con l’Associazione Consulcesi Onlus, per il popolo eritreo.

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